28/3/2005 - Inserito da: Nebbioso

Casi Clinici: 19 CASO CLINICO - La recidiva dell’ ulcera venosa

19 CASO CLINICO - La recidiva dell’ ulcera venosa

La correzione dell’ipertensione venosa, responsabile della comparsa di lesioni croniche cutanee,non è solo necessaria per portare a guarigione le ulcere venose,ma è di importanza fondamentale nel controllo della recidiva ulcerosa.
Troppo spesso il paziente che guarisce da un’ulcera pensa ,erroneamente, di essere immune da recidiva,come se la cicatrizzazione della lesione lo avesse guarito dalla patologia di base.
L’elastocompressione deve obbligatoriamente essere compagna di viaggio di questi pazienti,specie in quelli che rifiutano un intervento chirurgico che potrebbe, in alcuni casi. essere risolutivo.
Compito del medico è quello di far comprendere al paziente l’importanza dell’elastcompressione,e come questa debba essere attuata con presidi validi,ad alta compressione.
Troppo spesso si fa confusione tra calze preventive e calze terapeutiche!
Bisogna proporre al paziente un programma educazionale basato su regole educazionali,stile di vita corretto,farmacoterapia essenziale ed elastocompressione.
Conoscere la propria patologia potrà aiutare a curarla e a prevenirla.

19 CASO CLINICO - La recidiva dell’ ulcera venosa
Caso clinico
Paziente di 45 anni,sesso maschile,professione macellaio,giunge alla nostra osservazione nel Novembre 2002 per ulcera alla gamba.
La visita chirurgica,il doppler e la determinazione confermarono l’eziologia venosa della lesione.
Sottoposta a bendaggio elastocompressivo a doppio strato (benda all’ossido di zinco+ benda adesiva a corto allungamento) la lesione guarì dopo 4 mesi.



Nel gennaio 2005 ritorna in ambulatorio con ulcere multiple alle gambe,le caratteristiche delle lesioni,il colore della secrezione e l’odore ipotizzano la presenza d’infezione che viene confermata con l’esame colturale.



Eradicata l’infezione si procede al trattamento delle lesioni secondo il seguente schema:
• Lavaggio della lesione con soluzione fisiologica
• Protezione della cute perilesionale con pasta all’ossido di zinco
• Medicazione in schiuma di poliuretano
• Bendaggio elastocompressivo (benda all’ossido di zinco+ benda adesiva a corto allungamento)
• Terapia generale con .eparina a basso peso molecolare e diossina
• La medicazione e il bendaggio vengono sostituiti ogni 7 giorni.
Attualmente le lesioni sono in trattamento con evidenti segni di migliorameto.


P.S: il paziente continua a lavorare per circa 10 ore al giorno! Sempre in piedi!!

AUTORI: Nebbioso - Petrella
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