3/1/2005 - Inserito da: Petrella

Abstracts: Fisiopatologia e valutazione del dolore

FISIOPATOLOGIA E VALUTAZIONE DEL DOLORE – EWMA Pisa 2003
Marco Visentin, Unità Operativa di Terapia del dolore e Cure Palliative, ULSS Vicenza

II dolore viene considerato in primo luogo una sensazione che ha origine dalla
stimolazione di recettori situati in vari tessuti da parte di stimoli potenzialmente nocivi.
Questo provoca la genesi di un potenziale orazione nelle fibre nervose che viene
trasmesso attraverso le vie di conduzione nervosa fino ai centri superiori dell'encefalo
dove raggiunge il livello di coscienza. Questo schema tuttavia è un'eccessiva
semplificazione e non riesce a spiegare vari fenomeni relativi al dolore (ad esempio
l'effetto placebo, il dolore fantasma ecc.)
In realtà il dolore è un'esperienza complessa, nel determinare la quale interagiscono fattori
biologici (lesioni organiche), psicologici (variabili cognitive, affettivo-emotive,
comportamentali) e sociali (caratteristiche socio-demografìche e culturali). Quindi gli
stimoli periferici nocicettivi vengono modulati in base a numerosi fattori per dare luogo alla
percezione del dolore, il quale è eminentemente soggettivo e diverso da un individuo
all'altro.
Di conseguenza una valutazione completa della persona affetta da dolore richiede
l'impiego di molteplici strumenti (tra cui specifiche scale multidimensionali) e di una
competenza specialistica.
Invece la misurazione dell'intensità del dolore consiste nell'applicazione di scale
unidimensionali e può essere eseguita in modo relativamente rapido da parte di
professionisti di varia estrazione purché abbiano ricevuto una formazione sull'uso della
metodica.
Anche se non fornisce un'interpretazione globale dell'esperienza del dolore, la
misurazione del dolore è utile perché:
• Evidenzia la presenza di dolore (non raramente tenuto nascosto)
• Migliora la qualità della comunicazione tra professionisti della Sanità e pazienti mediante l'acquisizione di un linguaggio comune e non generico
• Favorisce un trattamento più attento ed efficace
Nel paziente affetto da lesioni trofìche dolorose, oltre alla misurazione dell'intensità del dolore è utile indagare sui meccanismi che lo determinano. Infatti oltre agli stimoli nocicettivi provenienti dalla lesione periferica può contribuire in varia misura alla sintomatologia la sofferenza di strutture nervose su base ischemica, irritativa, diabetica ecc.). La diagnosi di dolore neuropatico viene posta in base all'anamnesi, all'esame clinico e ad esami strumentali. L'importanza di diagnosticare la presenza di dolore neuropatico sta nel fatto che esso risponde a modalità di trattamento diverse di quelle efficaci per il dolore nocicettivo.
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LA DIGNITA' DEI PAZIENTI AFFETTI DA LCC E' TUTELATA DALLE STRUTTURE SANITARIE E NON DEL NOSTRO PAESE?
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