3/1/2005 - Inserito da: Petrella

Abstracts: Piede diabetico ischemico un corretto percorso..

PIEDE DIABETICO ISCHEMICO : UN CORRETTO PERCORSO PER GUARIRE DI PIÙ' E AMPUTARE DI MENO - – EWMA Pisa 2003

Giacomo Clerici MD, Ezio Faglia MD, Maurizio Caminiti MD UF di Medicina Interna - Sezione di Diabetologia -Centro per la Prevenzione e la Cura del Piede Diabetico Policlinico MultiMedica - Sesto San Giovanni (Milano) giacomo.clerici@multimedica.it www.multimedica.it www.ilpiedediabetico.it
Le caratteristiche epidemiologiche dell'arteriopatia ostruttiva periferica nel diabetico rispetto alla popolazione non diabetica sono ampliamente conosciute : più frequente, più precoce, più rapidamente progressiva, prevalentemente distale e bilaterale, non risparmia il sesso femminile neppure in età premenopausale. E' noto altresì come l'arteriopatia periferica entri in gioco nell'eziopatogenesi del piede diabetico ischemico e come essa sia l'unico fattore che di per sé è in grado di condurre ad una amputazione maggiore. Tuttavia zone d'ombra possono crearsi sia sulla metodologia più idonea a definirne la presenza e la severità dell'arteriopatia periferica sia sulle tecniche terapeutiche da adottare. E' stato ampliamento dimostrato che procedure di rivascolarizzazione sia endoluminali (PTA) sia chirur-giche (by-pass), anche molto distali, sono possibili molto più di quanto creduto in passato; ma soprattutto è stato dimostrato che quando attuate con successo modificano in modo drammatico la prognosi amputativa : da questo ne deriva che trascurare l'accuratezza diagnostica di questa patologia significa rischiare di privare alcuni pazienti di una fondamentale chance terapeutica. Scopo di questa comunicazione è tracciare l'iter diagnostico-terapeutico dell'arteriopatia periferica e la gestione complessiva del piede diabetico ischemico, sia alla luce dei dati presenti in letteratura sia in base a quella che è l'esperienza italiana. Saranno pertanto prese in considerazione le comuni metodiche per diagnosticare la presenza di un'arteriopatia periferica, i loro limiti, discusse le correnti classificazioni e presentati i dati di uno studio italiano recentemente pubblicato nel quale sono descritti sia l'iter diagnostico sia le procedure terapeutiche adottate e i risultati ottenuti su una popolazione diabetica affetta da lesioni ulcerative al piede secondarie alla presenza di un'arteriopatia periferica.
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LA DIGNITA' DEI PAZIENTI AFFETTI DA LCC E' TUTELATA DALLE STRUTTURE SANITARIE E NON DEL NOSTRO PAESE?
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