14/1/2005 - Inserito da: Petrella

Articoli: RUOLO DELLA FAMIGLIA E GESTIONE DEL PAZIENTE ALLETTATO CON LCC IN AMBIENTE DOMICILIARE

(1)F. Petrella ( coordinatore), (2)G. Nebbioso (coordinatore), (3)A.Gallucci , (4)G. Corona, (1)A. Colin, (5)S. Fiocco , (6)S. Notarangelo, (7)G. Maio

(1)ASL Napoli 5. (2) ASL Napoli 1. (3)P .O “S. Giovanni di Dio” Crotone. (4) ASL Venosa 1.
(5) AUSL 3 Catania.(6) AUSL 3 – Foggia. (7) ASL Benevento 1.




INTRODUZIONE

Il paziente che richiede assistenza domiciliare è quasi sempre un anziano affetto da patologie multiple ed associate, che, nel corso della sua storia clinica, è stato visitato oltre che dal suo medico di fiducia, anche da molti altri specialisti. Troppo spesso nella pratica quotidiana ci si imbatte in persone, che pur assistendo un loro congiunto allettato da anni, posseggono scarse conoscenze specifiche ed il loro agire si basa solo su atti empirici o mutuati dalla cultura popolare.
La scarsità di conoscenze che spesso le famiglie possiedono è sicuramente responsabilità di chi (medico, infermiere o altro operatore sanitario) non è riuscito, a trasmettere tutte quelle informazioni necessarie al caregiver per una corretta ed efficace gestione del paziente, soprattutto nel campo della prevenzione delle Lesioni da Decubito (LdD) e dell’alimentazione; ed è inoltre fondamentale che il livello delle informazioni venga contestualizzato: si deve, cioè, tener conto del livello culturale dell’interlocutore, della reale disponibilità di tempo, dell’età di chi assiste (spesso è un anziano che assiste un altro anziano) e delle condizioni economiche in cui vivono. Sempre più frequentemente il nucleo familiare non riesce a gestire il paziente e delega l’assistenza ad una badante, spesso di origine extracomunitaria, che può diventare l’unico interlocutore, con seri problemi di comprensione reciproca.
Avere maggiore informazioni sull’impatto che il paziente allettato ha all’interno del nucleo familiare è sicuramente utile. Innanzitutto per comprendere quale sia, mediamente, il livello di trasmissione dell’informazione tra medico e paziente. Valutare il contesto socio-economico. Infine per individuare strategie terapeutiche, nella gestione del paziente allettato, meno standardizzate e più calate nel contesto specifico della famiglia.
Queste sono le premesse dello studio, condotto su un campione di pazienti selezionati, da equipe di medici ed infermieri operanti nei servizi pubblici di diverse aree geografiche, in cinque regioni dell’Italia meridionale (Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia), impegnati nei servizi di Assistenza Domiciliare.
Il target di riferimento sono stati i pazienti allettati che presentavano Lesioni Cutanee Croniche (LCC), per i quali veniva richiesta l’attivazione del Servizio di Assistenza Domiciliare

OBIETTIVO

Valutare il luogo di residenza e assistenza, l’incidenza e la prevenzione delle LdD, il livello di conoscenza nella gestione del paziente, informazioni sulla nutrizione, la disponibilità di tempo di chi assiste, il contesto socio-economico del nucleo familiare e l’intervento dei servizi sociali del Comune di appartenenza. Tutto questo inteso come impatto globale sul nucleo familiare.............


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LA DIGNITA' DEI PAZIENTI AFFETTI DA LCC E' TUTELATA DALLE STRUTTURE SANITARIE E NON DEL NOSTRO PAESE?
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