3/1/2005 - Inserito da: Petrella

Abstracts: Un nuovo approccio di squadra nella cura del piede diabetico

UN NUOVO APPROCCIO DI SQUADRA NELLA CURA DEL PIEDE DIABETICO– EWMA Pisa 2003

Michael Edmonds Kings College Hospital Denmark Hill London SE5 9RS United Kingdom

Notevoli sono stati i progressi nella comprensione del piede diabetico così come nella sua prevenzione e trattamento. Gruppi di lavoro multidisciplinari che hanno incorporato in modo entusiastico queste novità nei loro programmi, hanno raggiunto una diminuzione sostanziale nella percentuale di interventi per amputazioni maggiori. Comunque in Europa non è stata raggiunta una riduzione molto estesa delle amputazioni. L'obiettivo di una riduzione del 50 % nel numero delle amputazioni stabilite nella Dichiarazione di StVincent non è stato raggiunto e, in tutto il mondo, il numero delle amputazioni sta crescendo. Avendo iniziato il 21° secolo, necessitiamo di un nuovo approccio nei confronti del piede diabetico. Questo richiede una classificazione semplice, un nuovo sistema di classificazione ed un approccio multidisciplinare. La classificazione distingue il piede neuropatico da quello neuroischemico. La storia naturale del piede diabetico può essere divisa nei seguenti stadi: 1. piede normale, 2. piede ad alto rischio, 3. piede ulcerato, 4. piede infetto, 5. piede necrotico. Sono stati fatti progressi nella comprensione e nel trattamento di ogni singolo stadio. La gestione multidisciplinare implica un controllo dell'ulcera su base strumentale, microbiologica, vascolare, metabolica ed educazionale. Uno stretto controllo della glicemia, della pressione arteriosa e del profilo lipidico risulta estremamente importante per conservare la funzione neurologica e vascolare nelle lesioni in stadio 1. Un ampio studio controllato e randomizzato sulle lesioni in stadio 2, ha dimostrato che la percentuale di amputazione tra le persone ad alto rischio per le ulcere può essere ridotta in modo significativo attraverso un programma di protezione del piede, efficace anche dal punto di vista dei costi. La deformità di Charcot è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di ulcerazioni sul piede e progressi sono stati fatti nella comprensione della sua fisiopatologia e terapia. Nello stadio 3 i progressi hanno riguardato la comprensione della fisiopatologia dell'ulcerazione del piede e lo sviluppo di nuove terapie mirate verso le cause meccaniche ed ischemiche alla base del loro sviluppo. Sono state sviluppate nuove tecnologie per accelerare la guarigione delle ulcere. Nello stadio 4 e 5 i progressi maggiori si sono avuti nella rivascolariz-zazione e nella ricostruzione dei tessuti molli nel corso di interventi di salvataggio dell'arto, riguardanti anche pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale. Stanno avendo luogo progressi eccitanti. Questi stessi dovrebbero condurre nel 21° secolo ad una riduzione universale della morbilità e mortalità associate alla malattia del piede diabetico.
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