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Percorsi integrati ospedale territorio nel trattamento delle lesioni croniche cutanee

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Le lesioni cutanee croniche non vanno considerate come entità autonoma ma espressione di patologie più complesse: arteriosa, venosa, metabolica, con un’incidenza che va dallo 0.3 all’1% con punte del 3% nella popolazione oltre i 65 anni.
L’impatto socio economico e particolarmente elevato , ma nonostante l’impegno economico e sanitario il 50% delle ulcere risultano aperte ad 1 anno e l’8% a 5 anni.
Nel determinismo dei costi incidono quelli del personale sanitario impegnato in attività ambulatoriali (291.000 visite annue) ed assistenziali; quelli per la diagnostica e quelli per i materiali (antisettici, medicazioni tradizionale, attive e bendaggi) da medicazione: 125.000.000 euro.

Si impone, dunque, una razionalizzazione dei costi, difficile per una serie di problematiche:

  1. le lesioni croniche cutanee vengono trattate da figure professionali diverse, ambulatori diversi, non dedicati;
  2. mancanza di comunicazione ed integrazione tra strutture esistenti sul territorio;
  3. mancata conoscenza di protocolli validati;
  4. mancata applicazione di linee guida.

Tutto ciò provoca: disorientamento dei pazienti, ripetitività dei trattamenti, inefficacia terapeutica, allungamento delle liste di attesa e aumento dei costi.

Fino a ieri ci eravamo proposti di creare degli ambulatori specifici per le LCC, ma ci siamo resi conto che creare delle “cattedrali nel deserto” è pressoché inutile.
Riteniamo che, memori dell’esperienza passata, sia necessario creare dei “ percorsi diagnostico-terapeutici integrati ospedale–territorio” per la gestione dei pazienti affetti da ulcere cutanee, in cui siano impegnati medico di medicina generale, specialisti ambulatoriali e strutture ospedaliere. Il MMG è il primo sanitario a cui deve afferire il paziente, ne conosce l’anamnesi patologica remota e può meglio valutare quella prossima. Il MMG deve fare una valutazione sia temporale che di sede della lesione.
In presenza di lesione datante: da meno di 6 settimane può scegliere di inviare il paziente al CTR o può trattarla presso il proprio ambulatorio.

Di fronte ad una lesione datante da più di 6 settimane o in caso di insuccesso terapeutico il paziente va indirizzato al CTR.
Al CTR a cui afferiranno pazienti inviati dal MMG o da altri specialisti, deve essere: struttura di riferimento per il MMG, punto di consulenza per altri specialisti territoriali, elemento di connessione con strutture ospedaliere complesse. Il CTR deve essere inserito nella struttura poliambulatoriale, già di per sé punto di riferimento per l’utente/paziente e dovrà essere costituito da personale esperto ”Team” e dotato di adeguata strumentazione diagnostica.

Gavi ulcere diabetiche, ischemiche e metaboliche:
Ulcere complesse;
Debridment spinti.
Biopsie ed innesti cutanei:
Esami contrastografici;
Interventi chirurgici.

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