Il Primo Portale Italiano sulle Lesioni Croniche Cutanee

Classificazione

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Classificazione Topografica

Esiste una precisa correlazione tra la posizione assunta dal paziente e le sedi anatomiche delle lesioni ulcerative:

Posizione  supina: regione sacrale, apofisi spinose vertebrali, spina della scapola, nuca e  talloni.

Posizione laterale: regione trocanterica, cresta iliaca, malleoli, bordo esterno del piede, ginocchio, spalla, gomito, padiglione auricolare.

Posizione prona: zigomo, regione temporale, padiglione auricolare, arcate costali, spina iliaca anterosuperiore.

Posizione seduta: gomito, coccige, regione ischiatica, aree compresse dai bordi della sedia, da ciambelle, cuscini.

Si individuano quindi delle zone anatomiche ben precise ove si determineranno con più probabilità le lesioni da decubito.

La classificazione topografica è importante dal punto di vista riabilitativo.

La formazione di un decubito, in qualsiasi parte del corpo, ci informa che esiste un rapporto pressione/tempo che va ridotto attraverso un’ azione riabilitativa e cambi di posizione indicati da personale competente.

Classificazione in stadi

Classificazione secondo Shea

  1. Stadio: infiammazione e distruzione dell’epidermide;
  2. Stadio: distruzione del derma;
  3. Stadio: distruzione del sottocute e del pannicolo adiposo;
  4. Stadio: necrosi dei muscoli, del periostio ed eventualmente dell’osso.

Classificazione secondo American Geriatric Society

  • Grado 1: area di eritema ben definita con indurimento cutaneo, generalmente associata ad aumentato calore al termotatto. Può anche esservi una limitata lesione dell’epidermide, simile ad un’ abrasione, ma il derma non è interessato. Se adeguatamente trattata, può guarire in 5 – 10 giorni.
  • Grado 2: è una lesione a tutto spessore che si estende fino al grasso sottocutaneo, ben delineata, con un’area di indurimento circostante, eritematosa, calda ed edematosa. Il tessuto è danneggiato ma non necrotico e non è necessario eseguire un curettage. Le modificazioni della postura, il miglioramento della per fusione locale, la correzione dell’eventuale ipoalbuminemia ed una adeguata terapia intensiva possono portare alla risoluzione della lesione.
  • Grado 3: la lesione si estende oltre il grasso sottocutaneo fino alla fascia muscolare con necrosi del tessuto circostante e margini sottominati. Il muscolo è irritato e può presentare fenomeni di spasticità e/o contrattura. Questa lesione indica una diminuita omeostasi dell’organismo con incapacità di riparazione locale. E’ necessario verificare l’esistenza di complicanze infettive periostiali od ossee: Può guarire solo per seconda intenzione.
  • Grado 4: lesione estese oltre il muscolo fino all’osso, con pericolo di osteomielite e/o fino agli organi viscerali: In genere si associa a contratture articolari. E’ necessario intervenire chirurgicamente con rimozione del materiale necrotico, lavaggio, drenaggio ed eventuale sutura o plastica.
  • Lesione chiusa: area di tessuto colliquato  subepidermica, con una piccola lesione superficiale, apparentemente di scarso significato clinico. E’ necessario eseguire un’indagine radiologica ed ecografia per una corretta valutazione dell’estensione e dei rapporti con gli altri tessuti, per il pericolo di infezioni sistemiche.

Classificazione secondo National Pressure Ulcer Advisory Panel (N.P.U.A.P.)

  • Grado 1: eritema non riducibile con cute integra, considerata quale lesione che precede l’ulcera cutanea
  • Grado 2: perdita parziale di sostanza a carico della cute che interessa l’epidermide e/o il derma. L’ulcera è superficiale e si presenta, clinicamente, come abrasione, vescicola o cavità superficiale.
  • Grado 3: perdita di sostanza cutanea a tutto spessore con danno/necrosi del tessuto sottocutaneo che può estendersi fino alla fascia sottostante, ma senza superarla. Clinicamente l’ulcera si presenta come una cavità profonda, con o senza margini sottominati.
  • Grado 4: perdita cutanea a tutto spessore con vasta distruzione, necrosi tissutale o con danno esteso al muscolo, all’osso o ad altre strutture sottostanti come tendini o capsule articolari.
    Quest’ultima classificazione, proposta dal National Presure Ulcer Advisory Panel, è quella adottata dall’ AHCPR .

Classificazione in stato

La lesione può presentarsi in uno o più dei seguenti stati:

  • Necrotica
  • Colloquiata
  • Infetta
  • Fibrinosa
  • Fibrino-membranosa
  • Detersa
  • Tessuto di granulazione
  • Odore

La lesione può essere Poco Essudante, Essudante, Molto Essudante e può presentarsi Sottominata e/o con Tramiti Fistolosi.

Nella scala di Sessing sono presi in considerazione parametri quali il fondo e il bordo della lesione cutanea, la presenza di essudato e il suo odore, l’ escara necrotica.

Scala di Sessing

  1. Cute normale, ma a rischio.
  2. Cute integra, ma iperpigmentata ed iperemia.
  3. Fondo e bordo dell’ulcera granuleggianti con presenza di modesto essudato.
  4. Tessuto di granulazione presente in limitata quantità, presenza di tessuto necrotico in zone limitate, essudato in quantità moderate.
  5. Escara necrotica, essudato abbondante e maleodorante, bordi ischemici.
  6. Essudato purulento, intenso odore, tessuto necrotico, sepsi.

Classificazione in stadi e stato per immagini

Lesione in sede sacrale al IV stadio in fase necrotica.

Lesione sacrale al IV stadio in fase di iniziale colliquazione

Lesione sacrale al IV stadio con massivo indulto fibro-membranoso con zone di colliquazione

Lesione in sede trocanterica al III stadio  detersa e in fase di ranulazione –  sottominata

Lesione in sede sacrale composta da una zona esterna al II stadio e una zona centrale al III stadio con tramite fistoloso

Lesione in sede sacrale con zona esterna al I stadio , mentre la zona centrale è al II stadio e presenta alcune aree di necrosi

Lesione in sede sacrale al IV stadio  –  detersa

Lesione in sede sacrale al III stadio con tessuto di granulazione

Lesione con contaminazione batterica di grado elevato, in sede trocanterica al IV stadio  con tramite fistoloso e presenza di abbondante materiale purulento

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