Il Primo Portale Italiano sulle Lesioni Croniche Cutanee

Il Wound Hygiene

Il Wound Hygiene è un regime in quattro fasi creato per detergere e decontaminare una lesione, oltre che per superare le barriere alla guarigione spesso causate dalla presenza di biofilm.Proprio come ogni giorno seguiamo un'igiene di base, lavandoci le mani, i denti e facendo la doccia, dobbiamo applicare le stesse regole d'igiene alle lesioni tenendole deterse e rimuovendo il biofilm. Con l’implementazione del Wound Hygiene, è possibile assicurarsi che ogni lesione sia adeguatamente preparata a guarire ad ogni cambio di medicazione.
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WOUND HYGIENE

Il Aprile 2020 viene pubblicato sul JWC un documento di consenso internazionale. L’obiettivo è affrontare le lesioni di difficile guarigione con una strategia di intervento anti biofilm precoce: WOUND HYGIENE.  Per migliorare la gestione complessiva del paziente nell’ambito del trattamento delle ulcere cutanee.

Perché questa necessità?

Nel 2017 sulla rivista JWC viene pubblicato un articolo dove si afferma che nel 78% delle lesioni croniche cutanee si riscontra la presenza di Biofilm. Questo supera un’annosa disputa sul come differenziare le lesioni con biofilm da quelle senza biofilm batterico. Di fatto oggi risulta molto più conveniente affermare che il 100% delle lesioni croniche cutanee presenta biofilm, riuscendo a definire una unica strategia di comportamento.

 Nel 2019 viene pubblicato sulla rivista JWC il documento di consenso TIMERS dove si sottolinea che le lesioni cutanee riconoscono solo due condizione  alla base del blocca della fase proliferativa: ipossia e biofilm.

Il WOUND HYGIENE comprende quattro fasi che dovrebbero essere eseguite regolarmente e ripetutamente, così articolate:

  1. DETERGERE (lesione e cute perilesionale)
  2. SBRIGLIARE (debridement iniziale se necessario così come durante la cura)
  3. RIATTIVARE (il bordi/margini della lesione)
  4. MEDICARE la lesione con focus sulla gestione del biofilm (o terapie anti-biofilm) e prevenzione

Questa metodologia deve essere affiancata da un approccio incentrato sul paziente, dove ogni operatore, ciascuno per propria competenza e ruolo, è chiamato a 1) Valutare, 2) Gestire e 3) Monitorare 4) Comunicare col paziente.

Tappa fondamentale per applicare questa metodologia è la diagnosi certa dell’eziologia della lesione cronica cutanea. In caso contrario non deve essere assolutamente applicata, nella figura 1 le altre controindicazioni e precauzioni.

Alcune tipologie di lesioni dove è controindicato lo sbrigliamento e la riattivazione della lesione Figura 2

1 – DEERSIONE

Per detersione non si intende un semplice lavaggio della ferita.  Ma un’azione atta a potare via le cellule non vitali presenti  sulla lesione, sul margine e sulla cute perilesionale. Per questa attività si consiglia di adoprare soluzione a base di Poliesanide + Betaina e/o soluzione a base di Ipoclorido di Sodio

 2/3 SBRIGLIARE /RIATTIVARE

Della procedura i due momenti critici per l’operatore sono lo sbrigliamento del fondo della lesione e la riattivazione dei margini. Questo perché   le caratteristiche della lesione, del fondo e del margine posso presentarsi in condizioni molto diverse. Figura 3

Queste differenze devono comportare anche una differente intensità con cui si deve  procedree nella fase di sbrigliamento e riattivazione della lesione. Figura 4

Inoltre, il biofilm è più attivo ai bordi/margini della lesione, dove promuove la senescenza cellulare, impedendo la crescita di nuovi tessuti sani. L’attivazione del bordo della lesione stimola l’espressione di fattori di crescita per dare il via alla formazione di una cute sana.  Esempio di procedura per lo sbrigliamento e del fondo e riattivazione dei bordi. Figura 5

ATTENZIONE– Selezionare il tipo di tecnica di sbrigliamento in base allo stato della lesione, della cute perilesionale, dolore e tolleranza del paziente. Oltre alla capacità dell’operatore.

ATTENZIONE – In presenza di fondo e margini atti   si sconsiglia di praticare alla detersione per evitare che venga portato via anche il tessuto di granulazione.

ATTENZIONE – Lo sbrigliamento autolitico/enzimatico da solo è insufficiente per il Wound Hygiene, perché è una detersione lenta che potrebbe aumentare il rischio di infezioni acute.

4 – MEDICAZIONE

Ultimo step del Wound Hygiene.  Per questa fase si consiglia di adoperare prodotti in grado di continuare l’azione anti biofilm. I prodotti più indicati sono le medicazioni avanzate in idrofibra + Ag. Questa tipologia di medicazioni, oltre a gestire l’essudato, sviluppa un’azione secondaria in grado di attivare una detersione di tipo autolitico. Inoltre la scarsa o nulla diffusine orizzontale dell’essudato le rendono particolarmente indicate.

ATTENZIONE – Nel caso vi sia la necessita di controllare un eccessivo sanguinamento il prodotto di prima scelta è la medicazione avanzata in Alginato di calcio + Ag.

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